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Filippo Marra - Sito Ufficiale - il Blog di Filippo Marra

Inconcludendo

28 Ago 2014

Dalle dimissioni di Peppe Scopelliti é iniziato un circo di divertimento per trovare il candidato ideale per sedersi alla Presidenza della Regione Calabria. Da entrambi gli schieramenti trapelano solo illusioni ai cittadini. Il PD con le sue “Primarie” anche per eleggere il segretario di quartiere trapela compattezza, il Centro Destra in balia delle liti interne, che non riescono a ricucire è ala ricerca di un leader inesistente. È iniziato un nuovo corso politico, i vecchi marpioni non riescono ad allinearsi, lo scenario politico sta cambiando e chi ne paga le conseguenze sono i poveri cittadini, gnorri di ciò che accade, ma oggi non è più il tempo della politica delle promesse, del fumo negli occhi o dei raggiri di parole, la concretezza dei fatti ha il predominio su tutto. Prendendo spunto dai commissari del Comune di Reggio Calabria, che in questi mesi hanno totalmente affossato l’intera città, hanno ammazzato le risorse che essa offre e hanno ridicolizzato una città metropolitana, con pessima gestione, opere incompiute e degrado totale, in compenso hanno triplicato le spese dei Reggini, fortunatamente al peggio non c’è mai fine. I futuri candidati a sindaco lavorano sull’immagine trascurando i contenuti, i programmi, le idee di sviluppo e soprattutto la crescita di una bellissima città. La Politica è fatta di numeri, di idee e di contenuti se questi vengono a mancare meglio mettersi da parte, ricompattare una Destra deve essere la priorità assoluta per misurarsi alla pari con la Sinistra, base della sfida devono essere i contenuti.

Stiamo perdendo mesi preziosi mentre il nostro Paese è in grandissima difficoltà. La mancanza di lavoro in tantissime famiglie, l’assenza di prospettive per molte imprese, l’insufficienza di risorse per troppe comunità nelle varie parti d’Italia stanno diventando insopportabili. Un numero crescente di italiani di ogni età, mestiere e formazione cerca futuro altrove. Ci ritroviamo di nuovo in recessione mentre quasi tutto il resto del mondo sviluppato ne è uscito. Fa paura dirlo, ma rischiamo un futuro di povertà.
Da troppo tempo non ci accorgiamo di questo disagio crescente. Oggi la priorità sembra essere quasi esclusivamente quella delle riforme costituzionali che, per come sono state concepite, non risolveranno la paralisi gestionale del Paese, né favoriranno partecipazione e governabilità. Anzi, e questo è quello che dovrebbe spaventarci, mettono addirittura a rischio alcuni princìpi della nostra democrazia.
L’Italia, per rimettersi in moto, ha sicuramente bisogno di profonde riforme e di nuove regole istituzionali e giuridiche; ma senza un progetto Paese coraggioso, senza le persone capaci di elaborarlo e realizzarlo, non si potrà “cambiare verso”. La politica degli ultimi anni non è stata all’altezza del compito ed è in buona parte responsabile dello stato di salute del Paese. Se pensiamo che la riforma della politica passi semplicemente attraverso il taglio (di forma) di qualche poltrona, ci sbagliamo di grosso e rischiamo di pregiudicare definitivamente le nostre prospettive.

il Papa di Tutti

25 Giu 2014

Mercoledì 11 giugno 2013, il Dott. Filippo Marra (NCD),  calabrese di origine, ma residente a Milano ormai da 20 anni, Consulente Tecnico in Senato, ha ottenuta una preziosa  udienza privata  con il Santo Padre. Marra nell’occasione ha consegnato a Papa Francesco il suo libro autobiografico, dal titolo ” La mia vita”. Durante l’Udienza, durata circa 18 minuti,  si è parlato di Giustizia, Economia, Crisi Economica, Expò e sport  (Mondiali di Calcio). Ma l’argomento dominante della conversazione  è stato quello politico inteso a 360 gradi  (crisi etica, riforme, la rifondazione e nuove alleanze). Il Pontefice si è intrattenuto  sulle tematiche del lavoro, dei giovani e dell’immigrazione. A distanza di una settimana  Marra ha ricevuto in dono una pergamena contenente la preghiera personale di Papa Francesco.

Filippo-MarraEurus ops, “Europa”, in greco antico significava “ampio sguardo”, ma i governanti europei hanno avuto fino ad oggi lo sguardo annebbiato dei serpenti. Oggi dovremmo credere che le elezioni italiane abbiano loro schiarito la vista. Non riesco. In Italia le elezioni europee non vengono percepite come tali bensì come elezioni politiche “senza portafoglio”: non avendo il voto conseguenze economiche dirette, a molti viene da pensare che si tratti in realtà di un voto più “libero”, più “puro”, più “ideale”. Ma la politica è principalmente una difesa di interessi: la politica senza economia è un gioco, un trastullo teoretico, al più. Nel 2008 la sinistra prese oltre 12 milioni di voti, ora ne ha presi 11, non si tratta dunque di un record storico, come si va cianciando. Vero è che rispetto alle elezioni del 2013 Renzi ha guadagnato 2 milioni e mezzo di voti. Che sono tanti, che sono troppi. Quando prendi il 40% di voti non è te che volevano ma è evitare qualcosa. Questo qualcosa si chiama oggi, in Italia, rivoluzione. Solo la DC degasperiana prese una percentuale maggiore, il 48%, e la prese perché gli italiani volevano evitare il totalitarismo comunista. Renzi non ha avuto soltanto i voti di chi ha fiducia in lui e nella classe dirigente che lo attornia. Quante millanterie, quante atteggiate dichiarazioni d’intenti.

riformisti italianiViviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia repubblicana, attanagliati da una crisi economico – sociale lunga e perdurante che non da tregua e che impedisce di guardare al futuro con la stessa rinnovata fiducia di un tempo.

Una crisi, questa, che mina alle basi conquiste acquisite e mette in discussione gli stessi sistemi di welfare (pensioni, sanità, assistenza...), per lasciare spazio ad insicurezze, bisogni ed emergenze continue.

Le nuove dinamiche globali impediscono la risoluzione tout court delle problematiche nei recinti nazionali. In questo contesto, l’Europa, nell’attuale versione germanico-centrica, sembra aver smarrito il suo spirito e la sua missione originaria e si presenta priva di anima e di progetti strategici che facciano gli interessi di tutti i suoi Stati membri.

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